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Piadina Romagnola IGP

La piadina o piada romagnola ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione geografica protetta) nel 2014 ed è tutelata dal Consorzio di Tutela e Promozione della Piadina Romagnola IGP. 

Il Consorzio è stato fondato da istituzioni e aziende del settore alimentare produttrici di piadina romagnola. Per ottenere il marchio IGP, le aziende sono ovviamente del territorio Romagnolo, tra le provincie di Ravenna, Forli-Cesena, Rimini e Bologna fino al fiume Sillaro. 

Lo scopo del consorzio è quello di promuovere e valorizzare la piadina romagnola. Informare il consumatore, curare gli interessi della piadina e far applicare il disciplinare nel rispetto della ricetta tradizionale.

Ricetta Tradizionale IGP

Nel disciplinare potete trovare la ricetta depositata e che deve essere seguita scrupolosamente per ottenere il prodotto tutelato. Come da tradizione, la ricetta della piadina cambia attraverso la Romagna e il consorzio ha quindi definito gli ingredienti obbligatori e alcuni opzionali. In maniera da rispettare le diverse versioni della ricetta tradizionale.

Inoltre, il disciplinare prevede che le piadine siano di tue tipi. Una più piccola e spessa (diametro 15-25 cm e spessore di 4-8 mm) con macchie ambrate di cottura  omogenee sulla superficie, tipica della zona del Ravennate e Forlivese-Cesenate. Una più grande, “alla Riminese” (diametro 23-30 cm e spessore fino a 3 mm) con vesciche di cottura di grandi dimensioni sulla superficie e distribuzione non omogenea.

Ingredienti

Obbligatori
  • 1 kg di farina di grano tenero
  • Acqua qb per ottenere un impasto omogeneo
  • Sale pari o inferiore ai 25 g
  • Grassi: strutto e/o olio d’oliva e/o olio d’oliva extravergine, fino a 250 g
Opzionali
  •  Agenti lievitanti: carbonato acido di sodio, sifosfato dsodico, amido di mais o frumento, fino a 20 g
Vietati
  •  conservanti, aromi o additivi

Preparazione

Per la preparazione dell’impasto, vanno mescolati tutti gli ingredienti insieme, fino ad ottenere un composto omogeneo.
L’impasto deve essere successivamente porzionato, ogni pallina deve essere stesa con rulli meccanici, fino ad ottenere le piadine del diametro e dello spessore voluto.
Infine, la cottura: le piadine vanno cotte su entrambi i lati su una piastra ad una temperatura tra i 200 e 250 °C per un tempo complessivo di 4 minuti.

Confezionamento e Conservazione

Le piadine raffreddate possono essere confezionate in sacchetti sigillati in atmosfera protetta. Inoltre, vanno conservate in ambiente refrigerato o congelato. 

Per potersi fregiare del marchio IGP, le piadine devono essere confezionate nell’area geografica di tutela: la Romagna appunto. Anche se, in fase di confezionamento è consentito aggiungere alcool naturale e/o atmosfera modificata.

I tempi di conservazione indicati dal disciplinare sono: 

  • 60 giorni per il prodotto conservato in regime di refrigerazione
  • 90 giorni per il prodotto conservato a temperatura ambiente
  • 12 mesi per il prodotto congelato o surgelato
La Piadina Romagnola IGP deve anche riportare il logo del Consorzio nella confezione: un cerchio con all’interno l’immagine stilizzata di un gallo e una spiga di grano. Due figure caratteristiche della Romagna.
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Nel Mondo

Il Consorzio di Tutela e Promozione della Piadina Romagnola IGP si conferma un valido strumento per salvaguardare la tradizione della piadina. Tra l’estate del 2019 e l’inizio del 2020, il Consorzio è riuscito a bloccare due tentativi di imitazione in Canada e nel Regno Unito, rispettivamente.

Nel Territorio

La ricetta della Piadina Romagnola IGP è rivolta a proteggere il prodotto del territorio, ed è rivolta principalmente all’industria. 
Nel territorio, la piadina artigianale la si trova nei chioschi tipici della Romagna. Le ricette dei chioschi fanno parte del segreto del mestiere. Ogni chiosco ha la sua caratteristica e il suo marchio. Ma sono accumunati dalla stessa passione per la Piadina Romagnola.  Ma questa è tutta un’altra storia … 

Buona Piadina!

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