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Piadamania e Piadina Regina

Iniziamo la nostra serie di recensioni sulle piadine artigianali/industriali con i prodotti, gentilmente offerti da Piadamania, col suo marchio Piadina Regina.

Non vi tedio con la descrizione dettagliata dell’azienda e del marchio, potete approfondire e avere maggior informazioni sul loro sito: Piadamania

E’ importante sapere che questa è un’azienda che ha sede a Cassano Magnago (VA) ma con la sua unità produttiva a Riccione (RN), nel cuore della Romagna e della Piadina Romagnola. Come potrete vedere dalle foto sul sito e dalla loro descrizione, l’azienda prepara le piadine a mano, almeno per quel che riguarda la cottura.

La piadina che producono è quindi della tipologia riminese: abbastanza grande e sottile.
Il campione che ci è stato gentilmente offerto, consisteva in varie tipologie:

  • Piadina tradizionale
  • Piadina integrale
  • Piadina di Kamut
  • Piadina di farro
  • Piadina all’olio d’oliva
 
 
Come potete vedere dal sito, queste non sono tutte le piadine che producono, ma sono un ottimo campione per la nostra valutazione!
piadamania-e-piada-regina
Il confronto
Per iniziare abbiamo confrontato tre tipi di piadine: tradizionale, Kamut e farro. 
Tutte le tipologie si trovano in confezioni sigillate conservate in atmosfera controllata, che ne garantiscono la freschezza durenate il trasporto. 
Per fare il confronto abbiamo seguito le indicazioni per la cottura, riportate sulle confezioni: scaldare le piadine per sulla teglia o padella antiaderente per circa un minuto. 
 
Piadina_Kamut_farcita
Impressioni
La prima impressione che si ha dopo l’apertura della confezione è quella di avere tra le mani un prodotto fragile. Aprendo la confezione, una piadina mi si è rotta. Il suggerimento è di aprire completamente la confezione e sollevarle per la loro interezza e non sfilarle aprendo solo la parte superiore come fatto da noi. 

Le piadine al Kamut erano tra tutte quelle più fragili. Prestate attenzione!

Una volta scaldate, le piadine acquistano consistenza, il lavoro si semplifica e mantengono benissimo la loro forma e il profumo è molto buono. Sulla cottura vorrei fare un ulteriore appunto, nel senso che suggerisco di essere molto scrupolosi nei tempi, quelli indicati sulla busta sono giusti (circa un minuto): una cottura veloce non riscalda il prodotto e non lo fa tornare alla sua consistenza ottimale, d’altra parte una cottura prolungata la fa seccare se non addirittura bruciare, rendendo la piadina dura e poco gradevole.

Il modo migliore per mangiarle è farcirle!

Abbiamo sperimentato diverse farciture e siamo rimasti soddisfatti del risultato finale. La piadina di Kamut l’avevamo farcita con prosciutto cotto, lattuga e cipollotti, mentre quella tradizionale con squacquerone e rucola, infine la piadina al farro con prosciutto cotto.

Nel complesso, siamo stati soddisfatti di Piadamania e Padina Regina. Abbiamo molto gradito le tipologie di piadine assaggiate. Quelle “tradizionale” e “di farro” sono state certamente quelle che maggiormente gradite per la fragranza e il sapore.
Quella di Kamut si è rivelata un po’ troppo “morbida” e nonostante la cottura ottimale ha mantenuto il suo aspetto “industriale” e poco tradizionale.

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