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Lo Squacquerone di Romagna il libro di Graziano Pozzetto

Vi voglio parlare di un altro libro di cucina e tradizione romagnola, scritto sempre da Graziano Pozzetto dal titolo “Lo Squacquerone di Romagna”.

Dopo avervi parlato del libro La Piadina Romagnola Tradizionale, voglio proporvi un libro incentrato sullo squacquerone di Romagna. Un’altra eccellenza della tradizione romagnola e un fantastico companatico della piadina. Non avete visitato bene la Romagna, se non avete mai mangiato la piadina con lo squacquerone.

Come per il libro sulla piadina romagnola, Graziano Pozzetto, non scrive un semplice ricettario, ma piuttosto un testo antologico sullo squacquerone: il formaggio romagnolo a pasta molle dal gusto inconfondibile.

Il libro è  edito da Panozzo Editore di Rimini e la prima edizione risale al 2006. 

squacquerone-romagna-copertina

Il libro

 

Dopo una prefazione di Andrea Muccioli, direttore fino al 2011 della comunità di San Patrignano, l’autore ci accompagna capitolo dopo capitolo in un viaggio entusiasmante alla scoperta dello squacquerone di Romagna. 

All’inizio troverete l’etimologia del nome del formaggio, con divertenti e curiose spiegazioni proposte da autori romagnoli. Poi il testo continua con il capitolo che mi ha colpito ed emozionato di più. Alla coperta della tradizione. Un intero capitolo che vi trasporta direttamente in quel periodo imprecisato tra la fine del 1800 e il secondo dopoguerra, quando lo squacquerone lo si faceva in casa, attorno al focolare domestico, preparato dalle azdore. Un racconto davvero emozionante del passato della Romagna, delle case coloniche e delle tradizioni.

Poi troverete i racconti letterari, partendo dalla lettera del Cardinale Bellisomi di Cesena, che invia lettere al suo Vicario per ringraziarlo dello “squacquaroni” che gli è  stato inviato mentre si trovava al Conclave di Venezia. Lo scambio epistolare che viene considerato la prima prova storica del formaggio Romagnolo. In questa sezione del libro, dedicata ai contributi letterari, troverete tutti i riferimenti ai testi usati dal Pozzetto nella sua ricerca. Troverete anche le schede tecniche dello Squacquerone di Romagna di Slow Food, di INSOR (Istituto Nazionale di Sociologia Rurale) e della rivista Caseus, oltre ovviamente a tanti altri contributi.

La seconda parte del libro unisce tradizione e innovazione. In questa parte infatti trovate tantissime ricette della tradizione per utilizzare il formaggio squacquerone nei mangiari della tradizione romagnola e non solo. Lo squacquerone di Romagna infatti lo si trova anche nel ferrarese e nel bolognese. In questo capitolo troverete ricette di tutti i gusti e per tutte le fasi del pasto: dall’antipasto ai primi e ancora dai secondi fino addirittura ai dolci. Ovviamente, un intero capitolo di questa seconda parte del libro è  dedicata al matrimonio gastronomico romagnolo per eccellenza: piadina e squacquerone. Ancora, troverete ricette e proposte degli Chef di alcuni importanti ristoranti romagnoli.

Infine, il libro si conclude con le eccellenze industriali e artigianali del territorio e il percorso per l’ottenimento del riconoscimento DOP. Quest’ultimo riconoscimento ottenuto nel 2012, successivamente alla pubblicazione del libro.

Conclusione

Devo dire che sono rimasto molto affascinato dal libro. Graziano Pozzetto ha fatto un grandissimo lavoro di ricerca storica e non solo. Come per il libro della piadina, anche qui ho trovato con emozione tutti i riferimenti alla tradizione e alla vita contadina Romagnola. Poi trovate tantissime ricette, non solo legate alla piadina, ma a tutte le portate. Potrete sbizzarrirvi a ricreare i piatti della tradizione o a proporre nuovi abbinamenti per esaltare le caratteristiche del formaggio.

Per concludere, credo che questo libro non possa mancare nella vostra biblioteca. Se già lo conoscete, fatemi sapere che ne pensate, ma se non l’avete mai letto, vi consiglio vivamente di procurarvelo. Spero che come me lo troverete una lettura emozionante sulla storia e alle tradizioni della cucina romagnola.

Buona Piadina!

 

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